Marx e le avanguardie
Karl Marx nel 1848 pubblica a Londra il manifesto del Partito Comunista
Nello stesso anno, nella stessa città, viene fondato il movimento artistico preraffaellita, uno dei massimi esponenti del quale era l’allora ventiquattrenne William Morris
L’influenza delle teorie marxiste attecchiscono su Morris, che diventerà uno dei pionieri del socialismo nel Regno Unito.
Morris, basandosi su principi precedentemente ipotizzati da Pugin e Ruskin, dal 1861 iniziò a realizzare lavori artigianali secondo le modalità delle corporazioni medievali, conscio del fatto che la salvezza della qualità del lavoro potesse essere rappresentata da un ritorno ad un’attività antica ed umanistica. Nel giro di 20 anni l’idea prende piede e nel 1895 il movimento (chiamato arts & crafts dal 1887) conta 130 società che vi aderiscono. Evidentemente, essendo principio fondante del movimento il lavoro manuale in cui artista e artigiano trovassero accordo, il “nemico” è rappresentato dalla produzione industriale.
Hermann Muthesius nasce nel 1861 e, dopo un tirocinio professionale come architetto in uno studio tedesco, che lo condurrà in Asia, rientrato in Germania riceve nel 1896 l’incarico dal ministero prussiano dei lavori pubblici di addetto culturale all’ambasciata tedesca a Londra, e nei successivi sei anni approfondisce lo studio degli aspetti legati allo stile di vita inglese ed alle abitazioni, riportando poi il frutto dello studio in tre volumi, usciti nel 1904, sotto il titolo di “la casa inglese”.
Tornato in patria, tesse intensi rapporti, anche in virtù delle straordinarie conoscenza accumulate nell’attività diplomatica, con eminenti personalità del mondo tedesco dell’industria e nel 1907 fonda, insieme a Neumann e Schmidt, il Deutscher Werkbund.
Da subito aderiscono varie persone che fanno parte del mondo industriale e artistico. Tra essi Peter Behrens, architetto eclettico e di spicco della cultura berlinese (proprio in quell’anno riceve un articolato incarico dalla AEG per occuparsi delle architetture del gruppo, ma anche dell’immagine coordinata dello stesso).
Nel giro di qualche anno, nello studio di Beherens, così al centro di queste attività nevralgiche di dialogo, transiteranno, come giovani architetti, Walter Gropius (1907/10), Le Corbusier (1910), Mies (1908/13)